Belonging in Anghiari: Paola Foni (Part 2)

Il senso di appartenenza ad Anghiari: Paola Foni (seconda parte)

 Il mio lavoro… Allora, premesso, io sono stata amministratore anche in questo comune, io sono stata uno dei collaboratori dei sindaci dal ‘92 al ’98, alla fine dell’amministrazione di Franco Talozzi: grande! e poi a  quella successiva, poi ho finito quest’esperienza con la nascita di Marco. Quando esce un bando di questo posto per spazzino in Comune, io faccio domanda, nessuno interessato. Mi fanno il test attitudinale e ho questo posto, io dico: “Bene” perché lavoro sei ore la mattina e ho il pomeriggio libero per aiutare e per stare con i mei figli. Marco aveva un anno e mezzo, anche gli altri comunque erano piccoli. E quindi inizio questa avventura…

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Belonging in Anghiari: Paola Foni (Part 1)

In 2017, I began conducting interviews with people who live in Anghiari. Some were conducted in Italian, some in English, and they were all published in both languages on this blog. While in Anghiari earlier this year I continued this project. These interviews will also be published in both languages.

Il senso di appartenenza ad Anghiari – Paola Foni (Parte 1)

 Paola e suo marito Paolo si sono trasferiti ad Anghiari subito dopo il matrimonio nel 1983 e vivono ancora nella casa dove hanno cresciuto i loro tre figli. Paola ha studiato biologia, ma ormai da vent’anni fa la spazzina ad Anghiari. È famosa per il suo sorriso e la sua gioia di vivere. Ogni mattina la puoi vedere mentre balza dentro e fuori la sua Ape o intorno alla piazza dove spazza muovendosi con una tale grazia che sembra stia danzando. La lunga intervista è stata divisa in due parti. Nella prima sezione Paola racconta la storia della sua famiglia, mentre nella seconda parla del suo lavoro e della sua relazione con Anghiari. L’intervista si è svolta in italiano, poi è stata trascritta e tradotta in inglese da Mirella Alessio e questa ne è una versione editata.paola1

 Io sono nata a Sansepolcro nel 1957, il 10 di giugno.  Provengo da una famiglia di, diciamo, operai, mio padre era un bravissimo muratore, la mamma è stata casalinga, poi ha lavorato assieme a una zia per delle confezioni per il mare, cappelli, borse e quant’altro. Io sono vissuta in casa con i nonni paterni, il nonno Domenico e la nonna Mabilia, è stato un rapporto molto importante quello che io ho avuto con i nonni, specialmente con la nonna paterna.

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Belonging in Anghiari: Franco Talozzi

In 2017, I began conducting interviews with people who live in Anghiari. Some were conducted in Italian, some in English, and they were all published in both languages on this blog. While in Anghiari earlier this year I continued this project. These interviews will also be published in both languages.

Il senso di appartenenza ad Anghiari: Franco Talozzi

 L’anno scorso ho intervistato la figlia di Franco, Cinzia e la nipote, Armida, che insieme conducono il ristorante “Talozzi” ad Anghiari. Quest’anno ho avuto la fortuna e l’opportunità di intervistare Franco, di cui tutti parlano sempre benissimo e che, quando sindaco di Anghiari negli anni Ottanta, ha dato un enorme contributo allo sviluppo della città, specialmente sotto il punto di vista culturale. L’ho intervistato in una gelida giornata di marzo, a casa sua, nella parte medievale del paese. È venuta con me anche Mirella, che trascrive e traduce queste interviste, e là abbiamo trovato la moglie, Anna, e Cinzia, tutti riuniti in una stanza accogliente, dalle pareti foderate di libri con una splendida vista sulla valle Tiberina. Cinzia aveva anche preparato una deliziosa mantovana, una tipica torta toscana che ci è stata poi servita con il vin santo. L’intervista, condotta in italiano, è poi stata trascritta e tradotta in inglese da Mirella Alessio e questa ne è una versione editata.IMG-20180326-WA0000-1

 Bene! Beh, io sono nato a Chiusi, in provincia di Siena, il 23 novembre del 1937, perciò ho compiuto ottant’anni da poco. Sono nato in una famiglia contadina. Il mio babbo ha fatto il guardiacaccia in una grande riserva di un grande proprietario, in una delle dodici fattorie granducali del duca Leopoldo, il grande Leopoldo, che aveva, da Arezzo fin nella città di Chiusi, fatto la bonifica, erano tutte paludi. Aveva costituito dodici fattorie, questa fattoria dove sono nato io si chiama Dolciano, aveva 24 famiglie di contadini. Ero l’unico maschio, avevo quattro sorelle.

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Belonging in Anghiari: Mark Curfoot-Mollington

In 2017, I began conducting interviews with people who live in Anghiari. Some were conducted in Italian, some in English, and they were all published in both languages on this blog. While in Anghiari earlier this year I continued this project. These interviews will also be published in both languages. Here is the first of them.

Belonging in Anghiari: Mark Curfoot-Mollington

 Mark/Marco is a 70 year old Canadian who holds Italian residency. While Mark regards Anghiari as his principle home now, he regularly returns to Ottawa, and he spends a few months every year in Cambodia doing voluntary work. Since retiring, he has also had a couple of novels published. In Canada, Mark is an active member of the Church of England; in Anghiari, he has found the Roman Catholic church very welcoming. I interviewed Mark in the apartment, located in the mediaeval part of town, that he and his partner, Ron Price, bought in 2001. Ron died there ten years ago. The interview was conducted in English, and Mirella Alessio transcribed it and translated this edited version into Italian.Mark c-m 2

 

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La Verna in spring

 

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As my stay in Anghiari draws to a close, it feels as if I have been watching spring arrive in slow motion. Shutters and windows are opening, and every day the landscape changes: the greens get greener, and the light brighter; there are ever more birds and flowers and colours. And, now, leaves are appearing on trees. The forests of beech and ash around La Verna were shimmering with new leaves when we visited there yesterday.

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Toppole in spring

 

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Yesterday, it was only by chance that we went to Toppole, a small mediaeval hamlet in the hills above Anghiari. A friend who had been visiting family in Padova was here for just a few days, and, as she has never been to Anghiari before, I’d given some thought to the choice of a nearby walk to do. In a distracted state, however, I drove to Toppole instead of the place I’d planned on. In response to my ‘oh, wrong place’ as we turned the last bend, Marisa said ‘don’t worry, maybe it’ll be the right place.’

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Anghiari flowers

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We returned from a walk in the hills yesterday with bunches of little flowers picked from bedside the path. Every day more flowers are coming out, and, a few days ago, as I walked along the ridge from Anghiari to Il Carmine, I noticed that bright white patches had appeared amongst the brown of oaks and chestnuts in the distant hills. Blossom, I realized! But perhaps even more noticeable is the appearance of flowers throughout the town.

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Tranquillo

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Whilst here, in Anghiari, I have been reading a lovely book called A Philosophy of Walking (by Frédéric Gros). Here are a couple of passages on the experience of time when walking:

Walking is the best way to go more slowly than any other method that has ever been found. To walk, you need to start with two legs. The rest is optional. If you want to go faster, then don’t walk, do something else: drive, slide or fly. Don’t walk. And when you are walking, there is only one sort of performance that counts: the brilliance of the sky, the splendour of the landscape. Walking is not a sport. (2014: 2)

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Chiesa della Propositura

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This is a piece I’ve been meaning to write for a while. Each blog that I have done on arriving in Anghiari over the last couple of years has a reference to bells ringing. I find them such a welcoming sound. And they always seem to be ringing just as I arrive! If you happen to be in the main piazza when they are ringing, they seem to come from a particular direction, you feel certain about it, but, in fact, they are coming from the opposite direction, up the hill behind the piazza, from Chiesa della Propositura, an 18th church, with a lovely Della Robbia behind the alter.

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